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GPV2018

 

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40a Giornata Nazionale per la Vita (4 febbraio 2018)

IL VANGELO DELLA VITA, GIOIA PER IL MONDO

“L’amore dà sempre vita”: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Vogliamo porre al centro della nostra riflessione credente la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia. La gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità.

Formati dall’Amore

La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24). La grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano “formare” dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto (cf. Lc 15,32); figli che vivono nel timore del Signore, come insegnano i sapienti di Israele: «Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,10). Ancora, è l’esito di un’esistenza “cristica”, abitata dallo stesso sentire di Gesù, secondo le parole dell’Apostolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù», che si è fatto servo per amore (cf. Fil 2,5-6). Timore del Signore e servizio reso a Dio e ai fratelli al modo di Gesù sono i poli di un’esistenza che diviene Vangelo della vita, buona notizia,

capace di portare la gioia grande, che è di tutto il popolo (cf. Lc 2,10-13).

Il lessico nuovo della relazione

I segni di una cultura chiusa all’incontro, avverte il Santo Padre, gridano nella ricerca esasperata di interessi personali o di parte, nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità. Egli ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi “samaritana” chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata; una comunità che con il salmista riconosce: «Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra» (Sal 16,11).

Di questa vita il mondo di oggi, spesso senza riconoscerlo, ha enorme bisogno per cui si aspetta dai cristiani l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione.

Punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità. Il credente, divenuto discepolo del Regno, mentre impara a confrontarsi continuamente con le asprezze della storia, si interroga e cerca risposte di verità. In questo cammino di ricerca sperimenta che stare con il Maestro, rimanere con Lui (cf. Mc 3,14; Gv 1,39) lo conduce a gestire la realtà e a viverla bene, in modo sapiente, contando su una concezione delle relazioni non generica e temporanea, bensì cristianamente limpida e incisiva. La Chiesa intera e in essa le famiglie cristiane, che hanno appreso il lessico nuovo della relazione evangelica e fatto proprie le parole dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia, guardano alla gioia degli uomini perché il loro compito è annunciare la buona notizia, il Vangelo. Un annuncio dell’amore paterno e materno che sempre dà vita, che contagia gioia e vince ogni tristezza.

 

 

Allegati:
Scarica questo file (messaggio020.jpg)messaggio da stampare[MESSAGGIO CEI GIORNATA PER LA VITA 2018]242 kB

SAMARITANO

 

FASE DUE: LA FESTA DELLA VITA

Periodo: fine gennaio (la festa della vita è la domenica 4 febbraio).

Obiettivi:il messaggio dei vescovi per la Giornata per la  Vita 2018 dice “solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà …una comunità che sa farsi samaritana, chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata”. Proponiamo quindi ai bimbi di ascoltare la parabola del buon Samaritano e giochiamo con loro al buon Samaritano:  i loro gesti diventino testimonianza della gioia del Vangelo della Vita,  segno anche per la comunità parrocchiale.

Strumenti: per sottolineare l’adesione al progetto la scuola esporrà un cartellone all’ingresso della scuola o nella zona accoglienza ( testo: 4 febbraio 2018 Il Vangelo della Vita, gioia per il mondo) e consegnare ai genitori  il messaggio dei Vescovi per la Giornata per la Vita, chiedendo alle famiglie di partecipare alla messa comunitaria in parrocchia domenica 4 febbraio (accordarsi in anticipo con il parroco sui dettagli tecnici).

Attività:

Ascoltare la Parola

Gesù un giorno parlando a dei ragazzi raccontò loro una storia:

«Un uomo che abitava a Gerusalemme si mise in cammino verso Gerico, per andare a trovare un suo amico. Durante il viaggio dei briganti lo spogliarono, lo picchiarono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per quella strada e quando vide l'uomo mezzo morto, per la paura che potessero picchiare anche lui passò dall'altra parte della strada e scappò.

Anche un levita (un professore), passando per quella strada, vide l'uomo mezzo morto, ma fece finta di niente e scappò.

Invece un Samaritano (un uomo semplice), che era in viaggio, passandogli accanto lo vide ebbe pietà di lui. Si avvicinò all'uomo, gli fasciò le ferite, lo curò; poi, caricatolo sopra il suo cavallo, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, prese due denari e li diede al proprietario dell'albergo, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo darò al mio ritorno».

 

Per chi lo volesse si potrebbe anche utilizzare come supporto audiovisivo un video scaricabile da youtube ( le immagini sono adatte a bimbi della scuola materna ma consigliamo di leggere il testo qui sopra invece che quello che compare nelle immagini) . Proposta video: https://youtu.be/6Xwk_UQnkv0 )

Testimoniare  la Parola

Insieme ai bimbi la maestra commenterà la lettura, spiegando che ognuno di noi può essere samaritano anche nella vita quotidiana. Bastano dei piccoli gesti di  GENEROSITA’/ ACCOGLIENZA/ PERDONO  per annunciare il Vangelo  della vita e contagiare di gioia il mondo. La maestra  proporrà quindi il gioco :

"CHI VUOLE ESSERE SAMARITANO!"

Ogni bambino sceglie un bracciale come segno d'impegno per la settimana che precede la Giornata per la Vita. Il bracciale (potrebbe essere anche un semplice filo di lana colorato) rimarrà al polso del bimbo fino al 4 febbraio e servirà a lui e alla sua famiglia per ricordare l’impegno preso come “buon Samaritano”.

CELESTE: Questa settimana donerò  ogni giorno un gesto  di  GENEROSITA’  (es. Aiutare un compagno di scuola a fare i compiti/ aiutare la mamma in casa ecc)

 

ARANCIONE: Questa settimana donerò  ogni giorno un gesto  di  ACCOGLIENZA ( Fare compagnia ad un nonno oppure un amico ammalato, ascoltare gli altri quando parlano, ecc).

 

VERDE: Questa settimana donerò  ogni giorno un gesto  di  PERDONO ( Fare amicizia con quell'amico che mi prende in giro, essere gentile con mio fratello che mi fa i dispetti, ecc).

 

Nei giorni immediatamente precedenti la giornata per la Vita la maestra potrà chiedere al bimbo un disegno che rappresenti uno dei gesti di GENEROSITA’ o ACCOGLIENZA o PERDONO che ha compiuto nei giorni precedenti.

 

 Il disegno potrebbe essere attaccato ad un lungo nastro del colore giusto. Verranno quindi creati tre lunghe file di disegni, una celeste, una arancio e una verde. I tre nastri, attaccati al cartellone che è stato appeso all’ingresso o nella zona di accoglienza della scuola verranno poi portati in una processione dai bimbi nella celebrazione eucaristica del 4 febbraio.

 

SCHEMA020

 

Sospeso

 

SOGNARE

FASE DUE: LA FESTA DELLA VITA

Periodo: fine gennaio (la festa della vita è la prima domenica di febbraio).

Obiettivi: sottolineare che la vita è un grande dono di Dio e che è bello celebrarla insieme a tutta la comunità parrocchiale.

Strumentiper aiutare le famiglie a partecipare al percorso “Festa della Vita” si consiglia di scrivere una lettera (da consegnare in buchetta) ai genitori (includere il messaggio dei Vescovi per la Giornata per la Vita). Tramite il diario giornaliero i genitori potranno comprendere meglio le attività svolte a scuola e prepararsi così alla Giornata della Vita. L’attività si concluderà infatti con l’invito delle famiglie alla messa comunitaria in parrocchia domenica 5 febbraio (accordarsi in anticipo con il parroco sui dettagli tecnici).

STEP 1: LANCIO DELLE ATTIVITA' LEGATE ALLA GIORNATA PER LA VITA

In un momento di assemblea la direttrice o la maestra presenta ai bimbi l’attività  legata alla giornata per la Vita.  Tema: la preparazione di una grande festa in cui si celebra la Vita di ogni bimbo, ma anche la Vita di ogni famiglia. Presentare il tema del sogno: per usare le parole che Papa Francesco ha pronunciato ai giovani alla GmG di Cracovia: Tutti sognano cose che non accadranno mai… Ma sognale, desiderale, cerca orizzonti, apriti, apriti a cose grandi. Sogna che il mondo con te può essere diverso.”

STEP 2: I NONNI, MEMORIA DELLA FAMIGLIA          

Lavoro in  sezione.

Si invita un nonno/a o ancora meglio un bisnonno/a a venire a scuola una mattina. I bimbi, guidati dalla maestra,  gli porranno delle domande e gli faranno raccontare del passato. Come era la sua vita quando era un bambino? Cosa faceva con i suoi genitori? Cosa sognava di fare da grande? Quando poi è diventato grande, si è realizzato ciò che sperava? Come?

Le domande devono far comprendere ai bimbi che il mondo al tempo dei nostri nonni era diverso ma anche i nostri nonni avevano dei sogni, come noi. E  che i nonni, creando una famiglia, hanno dato futuro, speranza al mondo.

Si può quindi proporre ai bimbi di realizzare grafiche  per fissare sulla carta il racconto del personaggio intervistato.

STEP 3: IL CORAGGIO DI SOGNARE

Lavoro in sezione.

Come sarebbe il mondo che vorrei? Far riflettere i bimbi su questo tema e proporre il

GIOCO DEL “SE FOSSI”.

La maestra ha un elenco di professioni, di tipo e genere diverso: e, rivolgendosi a turno ad ogni bimbo,  chiede loro di  completare la frase.

Es.   Lucia, se tu  fossi una scienziata …(eliminerei tutte le malattie del mondo)

Mario, se tu  fossi un muratore…(costruirei case che non crollano mai)

Se le maestre riuscissero a fare un video dei bimbi che parlano o a registrare le loro voci sarebbe bello proporne poi l’ascolto ai genitori.

STEP 4:  TU SEI IL SOGNO DI DIO

Ogni bimbo è il sogno dei suoi genitori e di Dio. E ognuno di noi è speranza per il mondo.

Le maestre racconteranno la storia di Madre Teresa, piccola suora che, sognando in grande, ha trasformato il mondo con il suo amore.

Ogni sezione preparerà uno striscione che con una  frase dell’inno alla Vita di  Madre Teresa (ad es. La vita è un sogno, fanne una realtà. oppure La vita è la vita, difendila): la scritta verrà  divisa in pezzi tipo puzzle. Ogni bimbo colorerà un pezzo e ci scriverà sopra il suo nome. Ad ogni famiglia verranno consegnati un pezzo per ogni genitore e un pezzo per ogni fratello chiedendo che ognuno lo colori e lo firmi. Ogni bimbo attaccherà al cartellone i suoi pezzi del puzzle.

Nella settimana precedente la giornata per la Vita i cartelloni verranno esposti in una zona della scuola ben visibile dai genitori. E domenica 5 febbraio i cartelloni verranno fissati davanti alla chiesa (per accogliere le famiglie) o portati in offertorio durante la messa, se piovesse.

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