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Chi bussa alla nostra porta? Mutamenti in atto nelle utenze CAV

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Con la legge 194 nel 1978 il legislatore sanciva le “ NORME PER LA TUTELA SOCIALE DELLA MATERNITÀ E SULL'INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA”.  Nell’ art. 16 della stessa legge si legge : “il Ministro della sanità deve presentare al Parlamento una relazione sull'attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione”. Di fatto, ogni volta in cui una donna interrompe chirurgicamente la gravidanza, viene compilato un documento (modello ISTAT D12) che serve alla regione per comunicare al Legislatore i dati statistici delle donne che hanno effettuato l’ IVG.

Dalla relazione 2016, si evincono i seguenti dati:

nel 2015 - 87639 aborti chirurgici

nel 2014 – 96578 aborti chirurgici 

Secondo il Legislatore le IVG sono calate del 9.3%.

Il dato però non tiene conto del fatto che a partire dal 2015 le donne maggiorenni non necessitano più di prescrizione medica per acquistare la pillole del giorno dopo.  

Secondo il ministero le donne che hanno praticato l’interruzione volontaria di gravidanza (chirurgica)  nel 2015 erano:

  • 30% straniere
  • 57% nubili
  • 44% primipare cioè senza altri figli
  • 27% recidive cioè avevano già abortito in passato

Inoltre il ministero evidenzia un aumento dell’aborto terapeutico (oltre la 12° settimana) e sottolineava che ancora oggi ci sono molti aborti clandestini (stimati tra i 12.000 e i 15.000/anno).

In questi dati non sono indicati gli aborti chimici, ovvero quelli generati dalla pillola del giorno dopo o dei 5 giorni dopo.

Secondo i dati che il CAV ha raccolto nel 2015 invece:

i CAV di Italia nel 2015 hanno accolto 30862 donne, di cui 13005 gestanti.  Di queste :

  • 80% straniere
  • 30% a rischio aborto
  • 7% con certificato di prenotazione dell’interruzione già in mano

Tramite SOS vita (chat e numero verde) invece :

  • 95% donne italiane
  • 25% donne a rischio aborto
  • 51% donne a rischio concepimento (ovvero donne che ancora non hanno fatto test di gravidanza)

Analizzando  questi numeri, si comprende quindi che

- bisogna ritornare nei luoghi dell’aborto (non solo negli ospedali ma oggi anche nelle farmacie dove le pillole abortive sono acquistate con grande disinvoltura).

- ai CAV oggi arrivano prevalentemente donne straniere. Il numero verde e la chat di SOS Vita sono un canale importantissimo per accogliere le donne italiane. I CAV devono rinnovarsi e adeguarsi alle nuove modalità di comunicazione. Da qui l’esigenza di formazione continua per i volontari CAV.

-occorre fare promozione /cultura della vita nelle parrocchie, nelle scuole, nelle farmacie,  negli ospedali. 

 

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