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DOVEVO ABORTIRE MA LA SVEGLIA NON HA SUONATO:UN SEGNO?

La testimonianza di R.  

Tutto è iniziato il 29  di giugno di 2013  quando ho fatto il test di gravidanza.

Da quel momento è iniziato per un me un periodo difficile perché mi sono ritrovata da sola con 3 bimbi piccoli e uno in arrivo. Il mio compagno ha avuto paura perché il suo lavoro non andava bene e io avevo perso il mio e avevamo già avuto insieme una bambina, inoltre il rapporto tra di noi era molto peggiorato nell’ultimo anno. Insomma mi ha abbandonata davanti a una scelta così importante.

Non voleva sapere nulla della gravidanza, diceva sempre che era  solo un problema  e ancora oggi dice che lo sarà.

Anche io ero piena di paura così ho provato ben 3 volte ad abortire mio figlio anche se in fondo al mio cuore non era quello che volevo.

 Ho avuto tanti segnali intorno che mi dicevano che stavo facendo un errore ma faticavo a comprenderli.

Il primo è stato una ragazza che avevo conosciuto da poco in chiesa. Lei non conosceva nulla della mia vita ma ha iniziato a mezza notte a mandarmi di messaggi che mi dicevano che Gesù non abbandona nessuno e Lui avrebbe protetto il mio bambino, ma io ero disperata e quel momento non credevo a niente! Non avevo un soldo neanche per darlo ai miei altri 3 bimbi!

Il secondo segno è stato l’arrivo di una vecchia amica di Milano che è venuta per darmi conforto, ma anche questa volta sentivo che non cambiava nulla in me ed ero sempre più disperata. Ero consapevole che anche si era di poco tempo già quel feto era un cuore che batteva dentro di me.

Dare la possibilità di vivere è un dono grande che si fa e io stavo negando quel dono. Io sapevo che tutti bimbi sono doni e che noi donne siamo privilegiate perché possiamo portare al mondo un bimbo.Ci sono tante che desiderano averne ma non riescono, sapevo anche quello, ma in quel momento la mia disperazione era troppo forte, non riuscivo a ragionare cosi come scrivo adesso.

 Il giorno che sono andata a prenotare l’interruzione di gravidanza ha avuto l’altro segnale che stavo sbagliando tutto. Le carte mediche erano tante e io ho confuso il certificato della ginecologa con uno del dentista di mia figlia, così ho dovuto rimandare l’appuntamento!

La settimana successiva, ancora morta di paura, ho deciso definitivamente di finirla, anche se ero quasi fuori termine. I dottori mi hanno detto che se ero decisa dovevo firmare un foglio dove mi prendevo tutte le responsabilità del mio gesto e mi hanno fatto fare gli esami in urgenza. Dovevo presentarmi il giorno dopo all’ospedale alle 7.30. 

Sono andata a casa e piangendo ho chiamato il centro di aiuto alla vita comunicando che avevo deciso di interrompere la mia gravidanza. Ed ecco l’ennesimo segnale: la sera stessa sono venute da me due ragazze (ora preziose per me!) che lavorano al Cav per darmi conforto, ascoltarmi e farmi riflettere, per non farmi sentire sola come ero stata fino a quel momento.  Sempre quella sera, sul tardi è arrivata una mia amica. Abbiamo deciso di pregare insieme e dalla Bibbia è caduto in terra un foglietto che parlava del dono della vita!

Mi sono addormentata dopo aver messo la sveglia alle 6.30 per l’appuntamento del giorno dopo, ma con quel foglietto in mano, piangendo.

 Il segno finale è stato quello che è successo la mattina seguente.

Avevo dimenticato di mettere in carica il telefono e la sveglia…non è suonata!

Allora lì ho finalmente creduto. 

Ho mandato un messaggio alle ragazze del Cav dicendo: la sveglia non è suonata! E loro con immensa gioia e commozione mi hanno cercata ed è iniziata la nostra amicizia e con tutte le volontarie e la psicologa e le altre donne che come me si sono trovate ad affrontare da sole una gravidanza inattesa.

Mancano 2 settimane alla nascita di mio figlio. Avrò tante cose da superare ancora e il rapporto con suo padre. Lui sarà un principe, non gli mancherà nulla perché la gente che conosco è stata generosa, gli hanno persino già regalato una piccola bicicletta!

 Vorrei lasciare un piccolo messaggio di incoraggiamento che può far riflettere. I fatti della vita possono anche portarci alla disperazione ma bisogna cercare aiuto, non stare soli. Parlare e confrontarsi fa tanto bene, non rimanere chiusi in una stanza come volevo fare io! Grazie a chi mi ha voluto bene, sono riuscita ad ascoltare il mio cuore, facendo la scelta che già dentro di me era scritta ma non riuscivo a leggere perché prima.. c’era troppo buio.

 

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