“Mamma… vengo a trovarti”
Progetto di accompagnamento domiciliare alla nascita

 

    Contesto in cui si sviluppa l’intervento

Due  sono  le  problematiche  maggiormente  connesse  alla  maternità  difficile:  l'interruzione  volontaria  di  gravidanza per  motivi  economici  e  le  difficoltà  sociali  delle  famiglie  monogenitoriali  soprattutto  immigrate.

Gli  aborti,  quelli  conosciuti  perché  legali,  sono  circa  106 mila  ogni  anno  (dato  riferito  al  2012,  fonte  Relazione

del  13/09/2013  del  Ministro  della  Salute  sull’attuazione  della  legge  194/78).  Poi  ci  sono  quelli  che  nessuno  può contare  perché  restano  clandestini  oppure  sono  essenzialmente  occulti,  perché  avvengono  privatamente  con  l’uso  di preparati  chimici  nei  primi  giorni  di  vita  del  concepito.  Si  stima  siano  circa  15.000  (dato  riferito  al  2005,  fonte  Relazione del  13/09/2013  del  Ministro  della  Salute  sull’attuazione  della  legge  194/78).  Ci  sono,  dunque,  in  Italia,  tanti  bambini  a rischio  di  abbandono  ancora  prima  della  nascita.  Per  molti  tra  loro  tale  estremo  rischio  è  causato  dalla  povertà economica,  relazionale  e  sociale della  madre. 

Le motivazioni per l’IVG magiormante riportate sono: l’aver raggiunto il numero di figli desiderato ed i problemi economici (Relazione del Ministro della salute svolta il 13/09/2013 sull’attuazione  della  legge  194/78).

Anche  nella  Regione  Emilia  Romagna  il  25%  delle  cause  che  portano  ad  un interruzione  di  gravidanza  sono  legate  alla  situazione  economica.

Il  contesto  territoriale  della  Provincia  di  Reggio  Emilia,  luogo  in  cui  si  sviluppa  la  progettazione,  registra  ormai  da alcuni  anni  un  significativo  aumento  di  situazioni  di  difficoltà  e  disagio  al  femminile.  Si  assiste  a  una  crescita  costante delle  famiglie  monogenitoriali: oggi  ben  il  7,04  %  delle  tipologie  familiari  è  costituito  da  nuclei  composti da  madre  con  figli  (dati  relativi  al  31-12-2008  fonte:  osservatorio  provinciale  Reggio  Emilia).  Appare  evidente  che  si ha  sempre  più  a  che  fare  con  questa  tipologia  di  utenza  il  più  delle  volte  fonte  di  problematicità.  La  gestione  congiunta dei  figli  e del  lavoro  infatti  è  spesso  difficoltosa  e  comporta  disagi tali che viene  disattesa la  speranza  di  avere  uno  stipendio  garantito  e  adeguato.  Ad  aggravare  la  situazione  si  aggiunge  la  mancanza  di  un  sostegno  parentale  sia  di  tipo  logistico che  affettivo.  In questo contesto, rimane  consistente  e  costante  anche  la  presenza  di  donne  italiane  che  vivono  in  condizioni  di  disagio a  causa  di  problemi  economici,  familiari,  sanitari.

Alcuni  dati  sull'accesso  ai  servizi  (consultori  familiari  e  centri  per  le  famiglie)  indicano  la  necessità  che  le famiglie  hanno  di  confronto,  sostegno  e  accompagnamento  sui  temi  della  maternità  e  della  paternità: nel  2009 a  Reggio  Emilia  2493  donne  in  gravidanza  sono  state  prese  in  carico  dai  Consultori,  di  cui  1490  straniere;  851  sono  stati i corsi  preparto;  562  i  gruppi  per  neogenitori.  I  centri  per  le  famiglie  hanno  coinvolto  499  famiglie  in  percorsi  di  sostegno alla  genitorialità  (dati  relativi  al  2009:  Profili  di  comunità  di  Reggio  Emilia).

E'  in  questo  contesto  che  si  inserisce  la  progettazione,  cercando  di  "prevenire"  quelle  forme  di  disagio e  discriminazione  legate  all'ambito  femminile  nella  provincia  di  Reggio  Emilia.

 

  Obiettivi

Gli  obiettivi  del  progetto  sono  correlati  alle  situazioni  di  bisogni complessi ed essenziali in cui versano le  donne  in  gravidanza  che,  per  motivi  economici o  sociali,  si  avvicinano  al  CAV  o  ai  Servizi  sociali; queste  vivono  un  grande  struggimento  interiore  sulla  maternità  che   stanno  attraversando.  Spesso,  per  la  mancanza  di  risorse economiche o  ancor di più per  l'assenza  di  una  rete  di  persone significative  (familiari  ed  amici)  vengono private di  quell'ambiente  favorevole  che  può  essere  decisivo  affinchè possano decidere liberamente di diventare  mamme.

Il  progetto  "Mamma… vengo a trovarti" - Progetto di accompagnamento domiciliare alla nascita - si  concentra  proprio  sulla creazione  di un'ambiente  favorevole  per  la  nascita  e  la  crescita  della mamma  e  del  suo  bambino.

 

La  creazione  di  legami sociali  attraverso  l’opera  dei  volontari  e  dell’appartenenza  ad  un  determinato  territorio,  l’arricchimento  delle  capacità individuali  (empowerment  e  fluorishing)  e  un  miglioramento  nella  qualità  e  nell'accesso  dei  servizi,  sono  gli  obiettivi primari  della  nostra  progettazione.

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