Sono una ragazza madre di 35 anni. Voglio condividere con voi la mia storia di vita.


Da piccola non sono stata viziata ad avere tutto pronto e a chiedere aiuto, sono sempre stata abituata a cavarmela da sola e quando potevo aiutavo gli altri in difficoltà.


Sono in Italia dal 2001, faccio un lavoro pesante ed ero orgogliosa di quello che avevo fatto da sola nella mia vita fino a quel momento.


Nel 2007 ho conosciuto un ragazzo e ci siamo messi insieme. Sembrava una storia normale, come tante altre coppie a volte litigavamo, ci siamo anche lasciati però l'amore e il volersi bene ci faceva sempre tornare insieme nonostante le difficoltà con la sua famiglia o le differenze culturali. E così è durato per ben 10 anni.


Per lui mi sono allontanata dagli amici perché lui per me era tutto: amico,fidanzato....E poi abbiamo deciso di avere il frutto del nostro amore, un figlio.Non è stato facile e ci è voluto tempo. Poi quando io già stavo per perdere le speranze sono rimasta incinta. Non vedevo l'ora di dare una bellissima notizia a lui. Ma le sue prime parole sono state "amò non possiamo,.... devi abortire" E non ha mai cambiato idea, anzi mi ha iniziato ad offendere pesantemente e ha chiesto di scegliere tra lui e il figlio.


E io la scelta l’ho fatta: ho continuato la gravidanza anche se con tanta fatica e sofferenza.

Al posto di essere felice, curarmi e accarezzare il mio piccolo che cresceva nella pancia, io non facevo altro che pensare a lui, piangevo giorno e notte. In quel momento delicato sono rimasta da sola con il mio dolore e la forte
delusione.

Quando ho pensato di aver perso ormai le forze per andare avanti, ho conosciuto il centro di aiuto alla vita ( CAV). Loro mi hanno accolto come fossi una di famiglia, mi hanno riempito di energia e di forza e soprattutto non mi hanno mai fatto sentire sola. Con l’aiuto delle educatrici, delle volontarie, della psicologa mi sono rialzata e ho continuato ad andare avanti, frequentando le attività del centro e confidando le mie difficoltà, lavorando sulle forze che avevo dentro ma non sentivo più da tempo.


Ed ecco arrivato il giorno del parto, cesareo urgente... ho fatto solo tempo a mandare due sms che subito sono stata portata in sala operatoria.Quando mi hanno riportata in camera le prime e uniche persone che ho visto erano loro del CAV, che sono corse da me e hanno preso in braccio mio figlio.

Per me questo è stato molto importante. Non smetterò mai di ringraziare tutti loro perchè solo loro mi sono stati vicini nei momenti più difficili e delicati e grazie al CAV oggi sono una mamma felice. Le mie lacrime scendono non per un uomo ma per la gioia che ho in braccio. Ho aperto gli occhi e ho capito piano piano che non ho perso nulla ma anzi,che la mia storia con quell' uomo non era normale né sana né era amore.

Donne, ragazze non vergognatevi mai di chiedere aiuto quando qualcosa vi sembra così difficile, nemmeno io potevo immaginare che un giorno avrei avuto bisogno e sarei riuscita a chiedere una mano. Spero che la mia voce e testimonianza possano aiutare anche solo un po’ altre mamme che stanno attraversando un momento tanto difficile come è successo a me. 

Serena

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