Affascinante “ lezione” di Mons. Noriega all’Oratorio Don Bosco

 

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Esiste il “per sempre”? Esiste solo il “ per sempre”!! Così il prof. Mons. Josè’ Noriega, vice preside e docente di teologia del matrimonio e della famiglia al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II° , ha stupito i partecipanti all’incontro, promosso dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, Centro Aiuto Vita , Movimento per la vita, Cooperativa Madre Teresa e Forum Famiglie, che si è tenuto domenica 8 febbraio all’Oratorio don Bosco di Reggio.

Già le premesse per un incontro ricco di gioia di vivere c’erano tutte, a cominciare dal titolo della iniziativa : “ La speranza che riempie la vita : generare alla vita buona”.

Perché Mons. Noriega è partito da una domanda che ci facciamo tutti : “ ma cos’è che fa bella la vita”?

Da questo interrogativo esistenziale,  il relatore ha iniziato il suo affascinante “racconto” per spiegare cosa accade nella famiglia quando essa apre la porta di casa a Dio e come Dio interagisce con la famiglia , dando pienezza alla rete di rapporti che la compone, perché offre un amore nuovo che si innesta in quelli già presenti nella famiglia, portandoli a compimento.

Davvero “gioioso” l’approccio del prof. Noriega ai primissimi giorni della Creazione dell’uomo, la scoperta di Adamo che lavora tanto il primo giorno per dare un nome a tutte le cose e subito si rende conto che il lavoro ( se non è per il bene comune ) non rende bella la vita.

Ma il secondo giorno Dio crea la donna “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa” (Genesi, 2) e la vita da questo momento assume bellezza e compimento .

Dio ci ha creato due a due, e non uno solo. Non c’è l’individuo, ma la coppia, l’uomo e la donna.

La vita è così un dono, un dono perché l’amore è tale quando genera e non solo in relazione alla procreazione, ma quando sprigiona legami permanenti e accompagna il viaggio dell’uomo nel proprio quotidiano, anche nelle piccole cose e persino nel dolore.

Questa esperienza dell’amore , nella quale si inserisce Dio stesso, è capace pertanto di generare una vita nuova, e soprattutto una vita buona .

Questo richiamo alla famiglia , come luogo della generazione, mi ha colpito in modo particolare per la stretta relazione con il Discorso alla Città del Vescovo Massimo ( I figli dono e responsabilità, 24 novembre 2014), dove si afferma : “ Noi oggi, figli del nostro tempo, viviamo in un presente dilatato, ci concepiamo spesso come se fossimo noi l’inizio assoluto della storia e dimentichiamo la inscindibilità del generare e dell’essere generati. Ogni figlio ha un nome proprio, ma ha anche un cognome, vale a dire fa parte di una storia familiare, ha una genealogia , porta su di sé i geni di molte generazioni, sia da parte della madre che da parte del padre ……. “.

La conclusione di Mons. Noriega , dopo un passaggio bellissimo sulle famiglie adottive e i bambini che non hanno potuto vivere e che sono quindi generati per la vita eterna, è che solo la Chiesa , oggi come ieri, è capace di dare risposte autenticamente umane.

E questo non è uno slogan o una affermazione temeraria, perché è la Chiesa,  che è la modalità con la quale Cristo sta in mezzo a noi, che aiuta da sempre l’uomo a diventare persona compiuta che è poi il disegno di Dio per ciascuno.

All’incontro, presentato da Don Paolo Crotti, direttore della Pastorale della Famiglia , era presente il Vescovo Massimo che, ha ricordato il prof. Noriega , è stato docente e vice preside dell’Istituto Giovanni Paolo II° e anche suo professore.

Anche questo fatto è stato per noi una forte testimonianza, perché è risultata evidente la piena consonanza fra questi due preti che, con ruoli diversi e impegnativi, ci trasmettono con solidi argomenti che il compito della famiglia è quello di “ umanizzare l’umano”.

Maurizio Rizzolo

 

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